Curare un disturbo di personalità
Oggi proviamo a rispondere a una domanda difficilissima. Si perché chiedersi “che cos’è un disturbo mentale” è cosa ben più complessa che non riportare semplicemente una definizione da manuale.
INDICE
1. Cosa è un disturbo mentale
2. Le cause un disturbo mentale
3. Disturbo mentale e interazione
4. Due facce della stessa medaglia
5. Riferimenti bibliografici
1. Cosa è un disturbo mentale
L’attuale edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5-TR) dichiara così:
“Un disturbo mentale è una sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento di un individuo, che riflette una disfunzione nei processi psicologici, biologici o evolutivi che sottendono il funzionamento mentale. I disturbi mentali sono solitamente associati a un livello significativo di disagio o di disabilità in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti”.
Questa definizione riguardo a “che cos’è un disturbo mentale” è una necessaria convenzione che ha richiesto molti anni prima di essere prodotta, al di là di ciò che si possa pensare leggendola.
Il DSM, dichiarandosi “ateorico” non specifica alcunché sulle cause di tali disturbi, limitandosi semplicemente a descriverli nelle loro caratteristiche partendo dagli assunti sopra riportati.
2. Le cause un disturbo mentale
Pur non dicendo nulla sulle cause, il DSM è molto allusivo. I termini “disturbi”, “alterazioni clinicamente significative” o “disfunzioni nei processi psicologici” fanno tutti pensare a eziologie incerte ma da qualche parte esistenti. Và detto che allo stato attuale non esiste una causalità diretta tra alcuna “disfunzione” biologica o nei processi psichici in grado di giustificare un disturbo mentale così come l’eziologia in medicina è comunemente in grado di giustificare una malattia.
Qui entra in gioco un aspetto importante: ciò detto non significa che non vi siano correlazioni altamente significative tra alterazioni biologiche e/o nei processi psichici e disturbi mentali: anzi, questo è vero quasi sempre!
La domanda “che cos’è un disturbo mentale” non verrà mai risolta in un astratto mondo “umano” in cui la biologia e il comportamento osservabile non avranno più peso. Questa è una pericolosa utopia.
Allo stato attuale delle conoscenze nel nostro ambito, possiamo dire che le basi biologiche e i processi psichici osservabili nei disturbi mentali siano semplicemente il “lato osservabile” di un processo che è una “costante interazione” di un essere umano vivente con il proprio mondo.
Non esiste quindi, nella maggioranza dei casi, una “pura” eziologia in grado di farci rispondere alla domanda “che cos’è un disturbo mentale” con un causalismo diretto.
È vero invece che, se possiamo essere portatori di geni, peculiarità a livello biologico, nella neurochimica del nostro cervello, nel nostro sistema endocrino nonché nella nostra “finestra sul mondo” percettiva e sensoriale fin dalla nascita, è vero che tutto questo esiste, si sviluppa e “risponde” ad una interazione reale e incarnata che abbiamo con gli altri e le “cose del mondo”.
3. Disturbo mentale e interazione
Il risultato di questa costante interazione è, a livello propriamente umano, la nostra soggettività intesa come “il modo in cui ci presentiamo a noi stessi e agli altri”. Ciò che siamo quando veniamo riconosciuti: attraverso le storie che ci raccontiamo e ci raccontano.
Possiamo quindi dire che un “disturbo mentale” sia, sí, una “alterazione” rispetto a determinati fondamenti biologici e psicologici noti e osservabili, ma che non può prescindere da una soggettività interattiva che solo essa può essere in grado di giustificare l’intero quadro del disturbo, ovunque decidiamo di prenderlo.
In altre parole: può contemporaneamente essere vero che un “disturbo depressivo” sia caratterizzato da “alterazioni biologiche” così come da “una sequela di eventi umanamente comprensibili in cui qualcuno soffre per una perdita”.
4. Due facce della stessa medaglia
Che cos’è un disturbo mentale? Non arriveremo mai da nessuna parte finché non usciremo da un paradigma strettamente medico-sanitario. Avremo invece un disturbo mentale ogni volta che:
A – avremo definito a priori cosa siano “disturbo e non” sulla base di una precisa visione antropologica dell’ “uomo malato” (che, attenzione, è ciò che fa anche la medicina)
B – considereremo tale disturbo a partire da un soggetto vivo e interagente che può, come già sosteneva Karl Jaspers, essere contemporaneamente spiegato e compreso alla luce della sua vita e degli accadimenti in essa intrinsechi: da ciò che accade nella singola cellula a quella volta in cui ci si innamora, si litiga, ci si laurea, ci si sposa, ci crolla il mondo addosso o leggiamo un libro meraviglioso.
Se vuoi approfondire il tema sentiti libero di contattarmi.
5. Riferimenti bibliografici
American Psychological Association – Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5 TR)
Armezzani, M. – Esperienza e significato nelle scienze psicologiche
Blundo, C. – Neuroscienze cliniche e del comportamento
Costa, V. – Fenomenologia della cura medica
Ey, H. – Manuale di psichiatria
Frances, A. – Primo, non curare chi è normale
Gabbard, G. – Psichiatria psicodinamica
Gadamer, H.G. – Dove si nasconde la salute?
Jaspers, K. – Psicopatologia Generale
Schneider K. – Psicopatologia clinica
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